5 Falsi Storici sui quali è necessario fare chiarezza!

Falsi storici famosi
Capita spesso che a scuola ci vengano insegnate delle nozioni che poi si rivelano false, e alcune di queste sono diventate così popolari da nascondere la verità divenendo ufficialmente dei falsi storici. Ne abbiamo avutoContinue reading

Capita spesso che a scuola ci vengano insegnate delle nozioni che poi si rivelano false, e alcune di queste sono diventate così popolari da nascondere la verità divenendo ufficialmente dei falsi storici. Ne abbiamo avuto conferma qualche settimana fa con la teoria del Cavallo di Troia che in realtà, per un errore di traduzione, dovrebbe corrispondere a una nave.

Ecco 5 falsi storici su cui c’è un assoluto bisogno di fare chiarezza, preparatevi a vedere le vostre certezze crollare.

  1. I 7 Re di Roma in realtà erano 8

Ebbene sì. Questo falso storico nasce dal fatto che nessuno prende mai in considerazione Tito Tazio, che ricevette la corona come cooreggente di Romolo dopo il Ratto delle Sabine.

2. Einstein andava male a scuola 

Falsissimo. I problemi di Albert in classe erano ben altri, pare infatti che non andasse per nulla d’accordo con i professori e che provasse una certa repulsione per qualsiasi tipo di autorità. E qui abbiamo una citazione che proviene direttamente dal protagonista di questa diceria: “Non ho mai avuto problemi in matematica. A 15 anni sapevo svolgere perfettamente il calcolo differenziale e gli integrali”

 

Einstein non andava male in matematica

3. Le Piramidi non furono costruite dagli schiavi 

Complici cinema e fumetti, fa parte dell’immaginario di tutti noi la scena dei poveri schiavi che, sotto il colpo della frusta, trasportano immensi blocchi di pietra per costruire queste titaniche tombe per Faraoni. In realtà le Piramidi furono costruite da operai salariati, ne abbiamo testimonianza dagli scavi archeologici nella piana di Giza dove furono ritrovate le tombe dei manovali. Se fossero stati schiavi non avrebbero potuto costruire le loro tombe a fianco a quelle dei faraoni. E c’è di più, il lavoro era anche pagato benissimo e i manovali avevano anche diritto a scioperare, così come testimonia il papiro conservato al Museo Egizio di Torino.