Le avventure del bosco piccolo: un saggio sulla vita dell’uomo scritto da animali

Le avventure del bosco piccolo
Da bambini eravate appassionati de Le avventure del bosco piccolo? Un magistrale saggio sulla vita dell'uomo scritto da animali. Ecco un'analisi della serie tv trasmessa in Italia e tratta dalla favola di Colin Dann

Fin da piccoli le favole hanno avuto per tutti un potere magico, quasi ipnotico: chi le leggeva o le ascoltava viaggiava in un altrove fantastico popolato da animali parlanti, un mondo dipinto dalla fantasia di chi ha sempre voluto vedere la realtà ben oltre la realtà stessa, attraverso gli occhi della meraviglia, che i bambini tengono sempre aperti, ma che spesso gli adulti non vedono l’ora di chiudere.

Sì, perché le favole hanno proprio il potere di calarci nella realtà attraverso la fantasia. Tutto questo può sembrare un potente ossimoro, ma a ben pensarci quello che raccontano le favole con la loro morale non è altro che un codice etico che tutti noi condividiamo all’interno di una data società, non è forse l’etica parte della realtà? Inoltre, le avventure vissute dai piccoli protagonisti rappresentano, in chiave metaforica, i percorsi di formazione, di crescita di cui la vita è intessuta, itinerari di sbagli, bugie e odi, ma che portano alla piena maturazione dell’Io.

Le favole permettono un’attenta analisi periscopica di una verità nascosta dagli artefici dell’immaginazione. Quello che accade nella favola è una proiezione sul piano della fantasia della realtà: esse hanno dunque la stessa funzione che aveva per il poeta la figura dell’Albatros e dell’altura dimora delle Muse, cioè l’osservare il mondo dall’alto per comprenderlo, per avere una finestra omnicomprensiva affacciata sul Tutto; il piano della fantasia è un qualcosa che può collocarsi più in alto rispetto al piano della consuetudine reale così da permettere la più giusta osservazione. La proiezione, infine, viene spesso usata dall’uomo per rispecchiare le proprie ansie e paure su una creatura che sia altro: i paesaggi e le avventure magiche non sarebbero altro che uno specchio, se vogliamo metafisico, poiché stante su un piano differente da quello contingente, di noi stessi: gli animali siamo noi stessi, le avventure e i messaggi da esse veicolati sono la nostra vita, o meglio le nostre lezioni di vita. Il perché l’uomo abbia bisogno di artifici per poter guardare il proprio volto potrebbe risedere sia nella complessità dei fenomeni che accadono dentro e fuori da noi (crearsi uno specchio significa frantumare tutte questi aspetti e vederli a tasselli) sia nella difficoltà di farsi autocritica e di psicanalizzare la propria anima (così creiamo il rapporto fra noi stessi e l’Altro a cui ci rivolgiamo, Divinità, Principio ontologico o favola che sia , diviene un’amicizia profonda proprio perché è qualcosa che riflette ciò che noi siamo).

In questo articolo vorrei parlarvi di una di queste favole: Le avventure del Bosco Piccolo scritte dall’Inglese Colin Dann, inedite purtroppo in Italia, ma trasportate magistralmente in una serie tv (la quale sarà presa in analisi qui ). Vi Presenterò una serie di piccole tematiche e potrete così constatare voi stessi quanto di umano sia presente nelle singole anime di questi piccoli e coraggiosi animali.