La Televisione ci spinge a essere ignoranti… e questa non è una trovata da finti intellettuali!

battiato
Impossibile non accorgersene, da un po’ di anni il trash è tornato di moda. Mi riservo di fare un piccolo appunto: non sto parlando del trash autentico, quel modo di fare spettacolo che è intenzionalmenteContinue reading

Impossibile non accorgersene, da un po’ di anni il trash è tornato di moda. Mi riservo di fare un piccolo appunto: non sto parlando del trash autentico, quel modo di fare spettacolo che è intenzionalmente povero di valori e pertanto può risultare perfino geniale, no. Sto parlando della televisione spazzatura, quella che si mette a disposizione di individui privi di qualsiasi merito umano e che ci propina una serie infinita di situazioni in cui si passa dall’ipocrisia del sentimento spicciolo alla bestialità degli istinti più beceri. A tal proposito una famosa scritta sui muri recita “Stop Making Stupid People Famous” (“Basta rendere famosa la gente stupida“), ma il punto è che è proprio questo che stiamo facendo.

televisione spazzatura

Attenzione, qui non si vuole fare del perbenismo di bassa lega condito da un discorso da intellettualoidi: io penso che la televisione spazzatura può perfino essere utile per staccare il cervello una volta ogni tanto, ma solo se hai gli strumenti mentali per prenderne la dovuta distanza. Il discorso cambia se sei un adolescente, un giovane uomo o una giovane donna che già per indole non è portato a nascondere il viso nella copertina di un libro:  in questo caso la televisione spazzatura può essere completamente distruttiva per la tua personalità.

Senza scendere in dettagli teorici più importanti, il nostro cervello come tutto il nostro organismo è votato al principio dell’economia. Perché farmi un’idea razionale quando c’è qualcuno che me la ripropone già belle e impacchettata? L’offerta è ancora più allettante se chi me la propone è un personaggio famoso, acclamato e quindi di successo. Un esempio lampante di quello che sta accadendo è sicuramente il Grande Fratello VIP, un format che dopo anni di (speranzosa) magra ha ritrovato il suo vigore grazie a un concentrato della sua specialità: un minestrone di emozioni surrogate e spiattellate sotto le telecamere sapientemente mixato a una fauna decisamente incline a dar sfoggio della sua superficialità. In questo caso ciò che più spaventa è la tendenza da parte di una buona fetta del pubblico spettatore a giustificare ogni amenità in nome di una presunta libertà di parola che viene puntualmente scambiata per libertà di dire stronzate.

Chiudo con questa pagina del libro “Al Mio Segnale Scatenate l’Inferno“: nessuno è in grado di spiegarsi meglio di Dante nella sua rubrica “Le Poesie Oneste”.

al mio segnale scatenate l'inferno