#ParolaDiProf: Far amare la lettura ai ragazzi? L’impresa di Luciano Comida

Luciano Comida
Inauguriamo la rubrica #ParolaDiProf: tanti consigli di lettura (e non) da un professore che ha conquistato tutti i suoi alunni riuscendo a far sopportare loro persino la lettura!

Nella classifica fra le più grandi imprese riuscite all’uomo si annoverano, in ordine rigorosamente crescente di difficoltà:

  • La prima scalata al monte Everest del 29 maggio 1953 da parte di Edmund Hillary e Tenzing Norgay;
  • Il primo allunaggio della storia del 20 luglio 1969 da parte di Neil Armstrong
  • Riuscire a fare amare la lettura a ragazzi dagli undici ai quattordici anni, impresa riuscita fra gli altri a Luciano Comida!

Sì, come tutti i genitori di teenagers e insegnanti sanno molto bene, fra adolescenti e lettura c’è lo stesso tipo di rapporto che c’è fra Superman e la cryptonite, fra il Conte Dracula e l’aglio, fra Harry Potter e Voldemort.

Eppure, eppure, esistono anche libri che possono piacere ai ragazzi di quell’età e che, proprio perché sembrano scritti da uno di loro, sono perfetti per cominciare quel viaggio incredibile e fantastico che è l’amore per la lettura.

“È strano come una discesa vista dal basso somigli tanto a una salita”

Luciano Comida purtroppo non c’è più ma è stato il geniale inventore di un personaggio eccezionale: Michele Crismani.

Michele è un ragazzo un po’ buffo che vive a Trieste con la sua famiglia e che ha una curiosa abitudine: ogni tanto finge che le cose che gli succedono accadano come in un film, di cui lui fa la voce fuori campo. Così cose semplicissime come un viaggio con papà o una minestra schifosa si trasformano ai suoi occhi in polizieschi o romanzi d’avventura, ma sempre raccontate con l’ironia un po’ ingenua un po’ no tipica dei tredicenni svegli e pieni di sogni.

“Nei miei 13 anni ho imparato che: a volte si dice una battuta e tutti la prendono come una verità, ma altre volte si dice la verità e tutti la prendono come una battuta.”

Ma non è solo per questo che questa serie di libri è perfetta per iniziare i ragazzi alla lettura: sono speciali perché, sebbene il loro autore quando li ha scritti avesse superato la quarantina, sembrano davvero realizzati da un tredicenne. Battute, modi di dire, punti di vista, ci sono perfino gli stessi errori grammaticali che farebbe un adolescente.

“Per piacere Michele potresti venire qua?
Ora se c’è una cosa che ho imparato nei miei 13 anni di vita è questa: se i tuoi genitori ti domandano qualcosa con troppa gentilezza, è per fregarti.”

Quella di Michele Crismani è una vera e proria saga, ma io vi consiglio di partire dal secondo libro della serie, Un pacco postale di nome Michele Crismani, che racconta di come Michele finisca contro il suo volere per una settimana a Tolmezzo dagli zii e di come, una volta lì, cambi totalmente la sua vita quando incontra la bellissima Michelle, una ragazza meticcia di origini sudamericane, sveglia e dolcissima, con la quale Michele… beh, non è che ora posso spoilerarvi tutto, se no…

“Passiamo tutta la mattina a girare. E imparo che: se una cosa la fai con i tuoi genitori è una cavolata pazzesca, noiosa e stupida. Se la stessa cosa uguale uguale la fai con una ragazza come questa qui, diventa una cosa bellissima”.