La casa degli spiriti: una storia familiare al femminile

La casa degli spiriti
Il celebre romanzo di Isabelle Allende ripercorre alcune vicende della storia cilena senza tralasciare importanti tratti autobiografici della vita della sua autrice.

La casa degli spiriti è il primo libro della scrittrice cilena Isabel Allende, romanzo che l’ha fatta conoscere a livello internazionale, anche in seguito all’omonima trasposizione cinematografica del 1993. Il romanzo racconta, in una commistione di storia e fantasia, la vicenda della famiglia Trueba, che a tratti riprende particolari autobiografici della scrittrice, dando particolare rilevanza ai personaggi femminili: la nonna Clara, la figlia Bianca e la nipote Alba, tutti nomi collegati all’immagine del candore. All’interno del romanzo si fa riferimento alla storia del Cile a partire dagli anni ’20 sino agli anni ’70, contesto storico che condiziona profondamente la storia familiare in quanto Esteban Trueba, marito di Clara, diviene membro del partito conservatore della Repubblica Presidenziale, fino al colpo di stato militare del 1973. Vi sono inoltre riferimenti al grande terremoto del Cile, alla rivoluzione socialista, al “Poeta”, ossia Pablo Neruda. Si toccano dunque i macro-temi delle trasformazioni politiche e sociali senza però tralasciare le vicende private delle protagoniste, che rimangono sempre il centro della narrazione e motore d’azione della vicenda, nonostante il susseguirsi di personaggi e di storie che si intersecano tra loro.

Il racconto di apre con Clara del Valle bambina che adotta un cane di origine misteriosa e dall’aspetto mostruoso, Barrabás, che accompagna la piccola durante la crescita e muore il giorno delle sue nozze con Esteban Trueba, ex-pretendente della sorella Rosa, giovane donna di una bellezza “marina” quasi sovrannaturale che viene avvelenata accidentalmente dagli avversari politici del padre, membro del partito repubblicano. Clara è affetta da mutismo volontario dal giorno della morte della sorella (riprenderà a parlare solo dopo aver acconsentito al fidanzamento) e ha delle abilità particolari: è in grado di prevedere il futuro, di sollevare gli oggetti con il pensiero e di parlare con gli spiriti, inoltre annota tutto ciò che le succede su dei diari in cui riporta in maniera precisa tutto ciò che accade in famiglia, è inoltre descritta come una presenza eterea e distaccata dalle occupazioni terrene. Dopo il matrimonio vive con il marito e la sorella di questo, Férula, nella “grande casa all’angolo” simile alla reggia di Versailles, che assumerà in seguito una connotazione labirintica per le stanze che verranno aggiunte e che diverrà la dimora per eccellenza della famiglia, nonostante sia infestata dagli spiriti richiamati dalla padrona di casa. Férula si attacca in maniera morbosa a Clara, che accudisce come fosse una bambina bisognosa, tanto che Esteban decide di allontanarla dalla famiglia. Esteban e Clara avranno tre figli: Blanca e i gemelli Nicolàs e Jamie. Blanca si innamorerà fin da bambina del giovane Pedro Terzo García, compagno di giochi estivo nella tenuta in campagna chiamata “Tre Marie”, costruita dal nulla da Esteban, che si ritiene padrone di ogni cosa, anche della vita dei suoi braccianti. Esteban bandisce Pedro Terzo in quanto rappresentava un pericolo a livello ideologico, essendo lui autore di alcune canzoni socialiste che si stavano diffondendo tra gli abitanti della “Tre Marie”, e costringe la figlia, rimasta incinta, a sposare il giovane e raffinato Conte Satigny. Il matrimonio però ha vita breve e Blanca torna ben presto alla “casa degli spiriti” dove partorisce la figlia Alba, che diviene la prediletta del nonno. Sarà proprio lei, dopo aver rischiato la vita sotto il Regime Militare per un pericolo proveniente dal passato di Esteban, a ripercorrere la storia familiare attraverso i quaderni che la nonna Clara le aveva lasciato.

La storia è dunque scritta in terza persona con narratore onnisciente, solo alla fine del romanzo capiamo che il punto di vista è quello della nipote Alba. Degno di nota è anche il legame di Clara con la scrittura e più in generale con la voce, in quanto la sua esistenza sarà costellata da periodi di mutismo selettivo, sempre però accompagnati dalla stesura dei quaderni, divisi per argomenti e non per ordine temporale. La narrazione infatti non sempre rispecchia l’andamento cronologico e procede con frequenti flashback e anticipazioni. Vi sono inoltre all’interno del romanzo delle focalizzazioni interne, soprattutto per quanto riguardo il personaggio di Esteban, che prende direttamente la parola esponendo il proprio punto di vista, soprattutto nell’ultima parte del romanzo. Dunque la scrittura è piuttosto variegata e coinvolge il lettore che precipita nella storia, che è insieme reale, per gli avvenimenti storici riportati, e irreale per la finzione letteraria e per i riferimenti allo spiritismo di Clara, vera protagonista della vicenda. Il suo personaggio è infatti il fulcro della casa e della famiglia, insieme bambina e donna forte dalle mille risorse. Con la sua morte si assiste infatti al deperimento degli affetti familiari e della casa che sembra andare in rovina per la mancanza di quella luce ed energia di vivere che Clara sapeva trasmettere e che la nipote Alba cerca di recuperare attraverso le sue carte: “Così come quando si viene al mondo, morendo abbiamo paura dell’ignoto. Ma la paura è qualcosa d’interiore che non ha nulla a che vedere con la realtà. Morire è come nascere: solo un cambiamento